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70 STELLE - Mediani e Centrocampisti difensivi |
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Una raccolta di biografie, curiosità e dati statistici sui più forti, amati e rappresentativi campioni della storia bianconera. Alcuni record sono già presenti nella sezione RECORD & CURIOSITA'. Per completare questa passerella dei più grandi fuoriclasse bianconeri, è possibile ammirare schierata in campo la JUVE DEI SOGNI. |
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Altafini |
Anastasi |
Baggio R. |
Benetti |
Bettega |
Bonini |
Boniek |
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Boniperti |
Borel F. |
Brady |
Brio |
Buffon |
Cabrini |
Caligaris |
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Capello |
Castano |
Causio |
Cesarini |
Charles |
Combi |
Conte |
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Cuccureddu |
Davids |
Del Piero |
Del Sol |
Deschamps |
Di Livio |
Ferrara |
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Ferrari |
Foni |
Furino |
Gabetto |
Gentile |
Haller |
Hansen J. |
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Hirzer |
Inzaghi |
Laudrup |
Montero |
Monti |
Morini |
Muccinelli |
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Munerati |
Nedved |
Nicolè |
Orsi |
Parola |
Peruzzi |
Pessotto |
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Platini |
Praest |
Rava |
Ravanelli |
Rosetta |
Rossi P. |
Salvadore |
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Scirea |
Schillaci |
Sentimenti L. |
Sivori |
Stacchini |
Tacconi |
Tardelli |
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Thuram |
Trezeguet |
Varglien G. |
Vialli |
Zambrotta |
Zidane |
Zoff |
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LEGENDA - TOT Totale presenze-gol nella stagione, C Campionato, C It Coppe Italiane, E1 Coppa dei Campioni, E2 Coppa delle Coppe, E3 Coppa delle Fiere/UEFA+Intertoto, SC E Supercoppa Europea, C Int Coppa Intercontinentale, C EC Coppa Europa Centrale, SC It Supercoppa Italiana |
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Romeo BENETTI più irruento che cattivo (anzi, coltivava la passione di allevare canarini...), era un atleta superdotato rispetto alla media del calcio anni '70, a volte incapace di controllare la propria forza (un suo devastante intervento stroncò la carriera di Liguori, promettente centrocampista del Bologna). Vive una carriera inizialmente girovaga ma nel complesso da incorniciare: è uno dei mediani più forti del decennio, insuperabile nel contrasto, discreto nell'impostazione, micidiale nel tiro da fuori. Arriva in bianconero ancora giovane ma non sfonda, poi si afferma nel Milan come poderoso "luogotenente" di Rivera e nel '76 i rossoneri commettono l'errore di ridarlo alla Juve in cambio di Capello. Il gagio con i baffi ha ormai 31 anni ma la parte più esaltante della sua carriera inizia ora: in bianconero, prim'attore del centrocampo da combattimento allestito da Trapattoni, vincerà 2 Scudetti consecutivi, 1 Coppa UEFA e 1 Coppa Italia, mantenendo il posto da titolare in Nazionale (della quale è un pilastro per quasi 10 anni) e segnalandosi tra i migliori azzurri ai Mondiali del '78. Vanta un curioso primato: avendo indossato le maglie di Sampdoria, Milan, Juve e Roma ha vissuto il clima di tutti i derby della Serie A. |
CENTROCAMPISTA; nato a Albaredo d'Adige (VE) il 20.10.45; con la Juve: 3 anni in azzurro |
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Massimo BONINI erede di Furino, generoso quanto il predecessore, dinamico, pronto nel recupero, tatticamente diligente, nei sette anni trascorsi alla Juve è stato al fedele servizio di Brady, e poi soprattutto di Platini, correndo sempre per due in ogni parte del campo. Arriva in bianconero nemmeno ventiduenne, dopo essersi messo in luce nel Cesena, e spenderà gli anni migliori della sua carriera supportando gli estri di "Roi" Michel, da perfetto "portaborracce". Non è certo irriguardoso per il francese sostenere che forse, senza la dedizione e i polmoni di questo biondissimo, schivo e taciturno sammarinese, il gioco di Platini non avrebbe espresso la stessa regale efficacia che i tifosi bianconeri hanno conosciuto. Inamovibile per un lustro nel ruolo di mediano, conquista 3 Scudetti, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale e 1 Coppa Italia. Una curiosità: dopo aver giocato nelle giovanili, rifiuta la convocazione della Nazionale azzurra per mantenere la sua cittadinanza, difendere i colori della rappresentativa della piccola Repubblica di San Marino (dove è nato) e, a fine carriera, diventarne allenatore. |
MEDIANO; nato nella Repubblica di San Marino il 13.10.59; con la Juve: ha giocato nella Nazionale Giovanile |
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Liam BRADY campione gentiluomo, è un vero esempio di professionismo in tempi in cui il concetto non è ancora abusato: pur sapendo che nonostante l'ottimo rendimento la società non gli rinnoverà il contratto (al suo posto, per la stagione successiva, è già stato acquistato un certo Platini), si incarica di battere il rigore decisivo a Catanzaro, nell'ultima giornata del torneo 1981/82, al termine di un lungo testa a testa con la Fiorentina. Realizza in modo impeccabile e regala alla Juve il 20° tricolore che vale la seconda stella. Interno di regia, sinistro vellutato e grande visione di gioco, dirige divinamente l'orchestra bianconera e conquista 2 Scudetti in 2 anni. Trapattoni stravede per lui, ma "Le Roi" è dietro l'angolo e il sacrificio dell'irlandese è inevitabile. Lascia un gran bel ricordo a compagni e tifosi, conquistati dalla signorilità del carattere e da alcune giocate di eccellente livello tecnico. |
INTERNO; nato a Dublino (IRLANDA) il 13.02.56; con la Juve: è stato il primo straniero ingaggiato dalla Juve alla riapertura delle frontiere nel 1980 |
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Fabio CAPELLO mascella volitiva, sguardo fiero, spiccata personalità, cresce nella Spal e si rivela nella Roma, dalla quale la Juve, decisa ad aprire un nuovo ciclo puntando sui migliori giovani del calcio italiano, lo acquista ventiquattrenne intuendo le sue grandi potenzialità di uomo d'ordine a centrocampo. In bianconero si impone definitivamente, vince 3 Scudetti in 6 anni e si guadagna il posto da titolare in azzurro. E' il perno, impettito e un po' compassato ma tatticamente esemplare, di un reparto che vanta cursori come Furino e uomini di fantasia come Haller e Causio. Preciso nel far correre la palla, detta i tempi alla squadra da perfetto regista e quando si presenta in area mette in mostra un discreto fiuto del gol, qualità che confermerà in Nazionale nell'occasione più importante: il 14 novembre '73 un suo golletto d'astuzia all'Inghilterra consente all'Italia di espugnare per la prima volta lo stadio londinese di "Wembley". Scambiato con Benetti nel '76, chiude la carriera al Milan, dove si affermerà come allenatore di successo conquistando 4 Scudetti, varie coppe e dettando l'egemonia rossonera nei primi anni '90. Vincerà il titolo anche al Real Madrid, dove sarà per tutti "Don Fabio", e alla Roma nel 2001, precedendo sul filo di lana proprio la Juve di Ancelotti. Nel 2004 fa clamore il suo passaggio alla Juventus, nemica giurata dei giallorossi: è lui il successore di Lippi, promosso sulla panchina azzurra. E da autentico vincente qual'è conquista due Scudetti in due anni: la sua Juve corazzata comanda la classifica per 76 giornate di fila ma tutto verrà vanificato dalla bufera "Calciopoli". |
CENTROCAMPISTA; nato a Pieris (GO) il 18.06.46; con la Juve: 5 anni in azzurro |
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Antonio CONTE solo due amori nella sua carriera: la natìa Lecce e la Juve. Centrocampista di muscoli, fosforo, generosa classe e orgoglioso piglio, è l'uomo preziosissimo che trovi ovunque nel campo, a difendere e ad attaccare. Guerriero antico eppure moderno, gioca con la maglia sul cuore quando il concetto sembra ormai vecchio e superato. In bianconero diventa capitano (coraggioso, ovviamente) e vince come nessun altro: 5 Scudetti, 1 Champions League, 1 Coppa UEFA, 1 Coppa Intertoto, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Italia e 4 Supercoppe Italiane. Spezza, cuce, si propone, spesso risolve con gol decisivi partite che paiono essere nate sotto il segno della malasorte (specie nella Champions League 1998/99: nella bolgia di Atene in mischia contro l'Olympiakos e a Manchester con una secca rasoiata di rara bellezza contro i futuri Campioni d'Europa) meritandosi la Nazionale (i CT passano ma la stima nei suoi confronti rimane la stessa). Tanti successi e almeno quattro brutti infortuni da cui si riprende sempre grazie ad un carattere di ferro. Il calvario a tappe lo costringe a saltare molti grossi appuntamenti (fra cui la finale di Coppa Intercontinentale '96) ma lui, da vero capitano, non molla mai e si ripresenta sempre al meglio con il suo bagaglio di esperienza che ne fa un perfetto uomo-spogliatoio dall'impeccabile stile-Juve. Nel 2004, a carriera conclusa, diventa allenatore.
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CENTROCAMPISTA; nato a Lecce il 31.07.69; con la Juve: 6 anni in azzurro; Record: trofei vinti (15) |
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Antonello CUCCUREDDU la Juve lo acquista appena ventenne intuendo al volo le potenzialità di questo ragazzo sardo dal cognome impronunciabile, che si dimostrerà un cardine preziosissimo delle squadre bianconere degli anni '70. Schierato indifferentemente come terzino o centrocampista, è un giocatore di elevato rendimento, corretto e allo stesso tempo determinato, classico e concreto. Prezioso jolly capace di assolvere qualsiasi consegna tattica, possiede un destro al fulmicotone spesso determinante in zona gol: nella stagione 1973/74 centra la porta con successo per ben 16 volte, facendo strada nella classifica dei cannonieri. Delle ventisei reti che segna in Campionato, una vale uno Scudetto: è quella che infila nella porta della Roma, con un tiraccio da fuori area, all'ultima giornata del torneo 1972/73. Il Milan si sta "suicidando" nella fatal Verona, la Lazio perde e il 2-1 della Juve all'Olimpico significa sorpasso e titolo. Quando è terzino gli piace attaccare, quando gioca a centrocampo copre e difende per quattro: non sorprende che, pur non possedendo piedi di fata, conquisti anche la Nazionale oltre a 6 Scudetti, 1 Coppa UEFA e 1 Coppa Italia in bianconero. Nel 1994 è l'allenatore della Primavera juventina che conquista il Campionato di categoria e il Torneo di Viareggio, trascinata da un giovanissimo Del Piero.
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JOLLY; nato ad Alghero (SS) il 04.10.49; con la Juve: 4 anni in azzurro |
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Edgar DAVIDS scorbutico e irascibile, è senz'altro uno dei giocatori dal look più caratteristico di sempre: una lunga coda di treccine rasta e lo sguardo minaccioso dietro gli occhialini protettivi (eredità del glaucoma che nel '99 ne mise a rischio la carriera) lo hanno eletto a emblema della grinta che ha spesso contraddistinto la Juve di Lippi. Piccolo ma potente, tignoso, aggressivo, una miccia sempre pronta ad esplodere contro arbitri e avversari. Nativo del Suriname, di scuola Ajax, arriva nel '96 al Milan ma non si integra: "è una mela marcia", dicono di lui, e questa considerazione negativa indurrà i rossoneri a concludere l'operazione di mercato più masochista del decennio: la cessione del rissoso olandese alla Juventus. In bianconero, il "pitbull" rinasce e diventa il padrone assoluto del centrocampo, un guerriero dalle entrate micidiali, infaticabile, famelico nei contrasti seppur dotato di una tecnica di prim'ordine. In 6 anni e mezzo vince 3 Scudetti, 1 Coppa Intertoto e 2 Supercoppe Italiane, prima di entrare in conflitto con la dirigenza e trasferirsi al Barcellona, rimpianto da molti. |
CENTROCAMPISTA; nato a Paramaribo (Suriname, OLANDA) il 13.03.73; con la Juve: nel 2001 viene squalificato per 4 mesi per una poco chiara vicenda di doping |
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Luis DEL SOL il Real Madrid lo cede alla Juventus nel 1962 per una cifra da capogiro: 350 milioni di lire. Giocatore già affermato in patria e in Europa, approda a Torino ventisettenne e subito si impone come l'elemento sicuramente di maggior classe della cosiddetta "Juve operaia" allenata da Heriberto Herrera. Piccolo e tarchiato, infaticabile motorino di centrocampo, è indiscusso pilastro di quella Juve (e perfetto interprete del "movimiento" predicato dal tecnico): difende, conquista palla e attacca con i suoi dribbling fatti di frenate e scatti improvvisi, accelerazioni tipiche di un repertorio completo che padroneggia con grande grinta. "Il Postino" (così era soprannominato per la sua abilità a distribuire il gioco) resta in bianconero per otto stagioni, durante le quali conquista 1 Scudetto e 1 Coppa Italia, entrambi soffiati alla Grande Inter di Helenio dominatrice di quegli anni. Serio professionista, ripaga l'investimento della società con un rendimento positivo e costante in ogni zona del campo.
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MEDIANO; nato ad Arcus de Qualon (SPAGNA) il 06.04.35; con la Juve: è lo straniero che ha giocato più derby (15) in maglia bianconera |
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Didier DESCHAMPS alza al cielo da capitano la Coppa del Mondo vinta dalla Francia a Parigi nel '98, ed è solo il più importante dei tanti trofei conquistati da questo tenace centrocampista. In maglia bianconera, infatti, si aggiudica 3 Scudetti, 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe Italiane. Arriva alla Juve all'inizio del ciclo "lippiano" e, superato un fastidioso infortunio che lo blocca a lungo nella sua prima stagione torinese, si dimostra un mediano di notevole rendimento e grande cuore: tatticamente dotatissimo, è un autentico uomo-squadra. Con Zidane forma una coppia perfetta, i due si integrano a meraviglia e "Zizou" trae vantaggi incalcolabili dalla sua sapiente copertura a metà campo: impressionante il numero di palloni che tocca e distribuisce nell'arco dei 90 minuti. Carattere forte e deciso, se ne va nel '99, esauritosi il feeling con Lippi. Lo aspetta, com'era facilmente intuibile, un futuro da allenatore di successo: sfiora la Champions League con il Monaco e nel 2006 rileva dal fuggitivo Capello la panchina della Juve precipitata nel purgatorio della Serie B. Riporta i bianconeri nella massima serie poi, poco incline ai compromessi, si dimette in aperto contrasto con la dirigenza a campionato non ancora concluso. |
MEDIANO; nato a Bayonne (FRANCIA) il 15.10.68; con la Juve: Campione del Mondo '98 con la Francia |
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Angelo DI LIVIO soprannominato "Soldatino" per diligenza, caparbietà e serietà, mette cuore e polmoni al servizio della squadra, esegue al meglio le consegne tattiche e gli allenatori lo adorano. Infaticabile combattente di fascia, esplode nel Padova, in Serie B, dove fa da fratello maggiore a Del Piero, cui è legatissimo. Col giovane "Pinturicchio" arriva in bianconero nel '93, a 27 anni, su segnalazione di Trapattoni, che lo valorizza lanciandolo titolare, poi Lippi ne fa un punto fermo e lo impone come l'ala destra più completa e continua nel panorama italiano. Grande protagonista del primo ciclo del tecnico viareggino, conquista 3 Scudetti, 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe Italiane. E' l'uomo che ogni allenatore vorrebbe avere nella propria squadra: tatticamente prezioso, difende e attacca, pressa e crossa con precisione. Eclettico, con Ancelotti ricopre anche il ruolo di terzino sinistro prima di essere ceduto frettolosamente alla Fiorentina, dove vivrà una seconda giovinezza e si rivelerà un esempio di attaccamento alla maglia, seguendo la squadra viola anche in C2, dopo il fallimento. In Nazionale si ritaglia uno spazio importante e a 36 anni suonati è ancora in campo, agli ordini del Trap, nello sfortunato Mondiale di Giappone e Corea. |
ALA DESTRA; nato a Roma il 26.07.66; con la Juve: 4 anni in azzurro |
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Giovanni FERRARI è il più solido e continuo centrocampista degli anni '30: nessuno può vantare la sua affidabilità e le sue vittorie (otto Scudetti come Furino, ma conquistati con tre squadre diverse: Juventus, Ambrosiana e Bologna). Tatticamente impeccabile, sempre nel vivo dell'azione, stoccatore dal tiro potente e preciso: arriva alla Juve nel '30 ed è tra i principali artefici del "Quinquennio d'oro". Torna in bianconero a fine carriera come allenatore-giocatore e non smentisce la sua fama di vincente conquistando anche 1 Coppa Italia. Brera lo considerava la mezzala indispensabile in qualunque formazione: "Normotipo di larga cassetta e solide gambe, è di gran lunga il più specializzato e dotato dei centrocampisti italiani. Non ha l'eleganza del granata Baloncieri ma lo supera per fondo atletico e impegno. Possiede minor senso del gol (comunque notevole) ma è largamente più assiduo nei recuperi difensivi. Il suo gioco si completa in tandem con Meazza (con il quale si è laureato 2 volte Campione del Mondo nel '34 e nel '38). E' il tipico interno di spola: dove arriva lui, l'equilibrio di squadra è assicurato". Il nerazzurro Meazza (juventino nell'annata 1942/43) è il massimo talento espresso dal nostro calcio ma non può essere un caso che finchè il "Gioanin" è alla Juve i bianconeri vincono 5 Scudetti consecutivi e quando va a far coppia con l'altro all'Ambrosiana, sono i nerazzurri a conquistare 2 tricolori. E' un uomo d'ordine anche fuori dal campo: perfino le sue foto "comunicano" fiducia e solidità. |
INTERNO; nato ad Alessandria il 06.12.07; con la Juve: 5 anni in azzurro [Campione del Mondo '34]; assieme a Furino detiene il record assoluto di Scudetti vinti (8, cinque in bianconero, due con l'Inter e uno con il Bologna) |
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Giuseppe FURINO vanta il record assoluto di Scudetti a pari merito con Giovanni Ferrari: ne ha vinti otto ma, a differenza di quest'ultimo, li ha vinti tutti quanti indossando la maglia a strisce bianconere della Juventus, per lui quasi una seconda pelle. Mediano duro e spigoloso, terribile in marcatura, è uno dei tasselli fondamentali della Grande Juventus anni '70. Palermitano, cresce tra il Savona e la squadra rosanero, ma è già stato acquistato dalla Vecchia Signora, con cui debutta a 23 anni. Ci resta per quindici anni, da fedele bandiera, fino a fine carriera. Quando a 38 anni si ritira, vanta in bacheca, oltre agli 8 tricolori, 2 Coppe Italia, 1 Coppa UEFA e 1 Coppa delle Coppe vinta all'ultima stagione in bianconero. Soprannominato "Furia" ma anche "moto perpetuo", irriducibile pirata del centrocampo, con un fisico ridotto poggiato su due gambe storte e muscolose, dà vita in Campionato a leggendari duelli con i numeri 10 avversari, tra cui spicca il milanista Rivera, spesso spegnendo l'altrui fantasia con una dose non certo trascurabile di asprezza. Corre e si batte per tutti, sgomita, duella, difende e attacca senza pausa finchè c'è partita. Con Trapattoni in panchina, che rinuncia al regista, nella seconda metà degli anni '70 forma un reparto irripetibile in mezzo al campo, al fianco di Tardelli e Benetti. Difficile e sfortunato è invece il suo rapporto con la Nazionale: sottovalutato dai CT, gioca appena tre partite, una miseria considerando il valore del giocatore. Cuore juventino a vita, opera per il club bianconero come osservatore.
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MEDIANO; nato a Palermo il 05.07.46; con la Juve: 3 anni in azzurro; Record: presenze in Coppa Italia (89); assieme a Ferrari detiene il record assoluto di Scudetti vinti (8, tutti in bianconero) |
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Luisito MONTI detto "doble ancho" (armadio a due ante) per le spalle molto larghe, la durezza dei suoi tackle fece girare al largo i centravanti di mezzo mondo. Nato in Argentina da genitori italiani, si afferma come il migliore centromediano metodista nel '28 alle Olimpiadi di Amsterdam e due anni dopo è protagonista ai primi Mondiali. Cesarini e Orsi ne consigliano l'acquisto alla Juve e curiosamente l'offerta bianconera lo raggiunge quando Luis, ormai trentenne, aveva già deciso di appendere le scarpe al chiodo. Al suo arrivo in Italia, sovrappeso di dieci chili, non ha propriamente le sembianze di un campione: in campo è tanto lento e arrugginito da essere ribattezzato "il centromediano che cammina". Lui stesso chiede ai dirigenti bianconeri di stare fuori squadra per il tempo necessario a recuperare la forma: è accontentato tra lo scetticismo generale e, dopo massacranti allenamenti solitari, torna lo splendido e brutale atleta dei tempi d'oro: fisicamente possente, non è veloce ma sopperisce con il senso della posizione, non è altissimo ma di testa le prende tutte, sa uscire vittorioso dai contrasti più duri e ribaltare come pochi il fronte d'attacco con precisi lanci alle ali. Straordinariamente longevo (lascia la Juve a 38 anni), a Torino conquista 4 Scudetti di fila e 1 Coppa Italia (più un'altra Coppa Italia nella breve esperienza come allenatore). Nel '34 si fregia del titolo di Campione del Mondo con la Nazionale di Pozzo. Alla sua morte, la stampa sudamericana lo saluta come "una gloria d'Argentina e d'Italia". |
CENTRO SOSTEGNO; nato a Buenos Aires (ARGENTINA) il 15.05.01; con la Juve: 4 anni in azzurro come oriundo [Campione del Mondo '34]; è l'unico giocatore ad aver disputato due finali Mondiali con due Nazionali diverse (1930 Argentina, 1934 Italia) |
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Marco TARDELLI giocatore universale, forse il più completo e il più moderno interprete italiano del pallone negli ultimi trent'anni. Il suo leggendario "urlo" dopo il gol del 2-0 segnato nella vittoriosa finale dei Mondiali '82 contro la Germania (visto e rivisto in TV) è diventato un'immagine cult, il marchio più rappresentativo del calcio "made in Italy". Esordisce nel Pisa, poi si rivela nel Como, dove a dispetto del fisico filiforme e dell'apparente fragilità, si impone prepotentemente come terzino fluidificante sempre proiettato verso l'area avversaria. Sul suo nome si scatena l'interesse delle grandi: il presidente interista Fraizzoli ne sbandiera l'acquisto, ma Boniperti con 950 milioni lo brucia sul filo di lana portandolo ventunenne alla Juventus allenata da Parola. Sarà tuttavia la stagione successiva (con Trapattoni in panchina) a consacrare quest'eclettico campione finalmente spostato dalla difesa in un centrocampo granitico che comprende anche Furino e Benetti. Soprannominato "Schizzo" per il gioco esplosivo, contraddistinto da superbe accelerazioni e incredibili recuperi, è sempre nel vivo dell'azione. Trascina per un decennio i bianconeri e contribuisce da par suo alla conquista di 5 Scudetti, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea e 2 Coppe Italia. In azzurro disputa due eccellenti Mondiali ('78 e '82) ed è titolare inamovibile per 10 anni. "Toscanaccio" esuberante, dalla forte personalità, lascia la Juve non ancora trentunenne per incomprensioni con Trapattoni. Chiusa la carriera in Svizzera, entra nei ranghi federali e da tecnico guida la Nazionale Under 21 alla conquista del titolo europeo nel 2000, prima di una fallimentare esperienza come allenatore dell'Inter. Nel 2006, ormai commentatore televisivo, rientra per breve tempo nei ranghi societari bianconeri. |
CENTROCAMPISTA; nato a Capanne di Careggine (LU) il 24.09.54; con la Juve: 10 anni in azzurro [Campione del Mondo '82] |
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Mario VARGLIEN maggiore di due fratelli istriani, entrambi cresciuti nella Fiumana e destinati ad una vita juventina. E' un lottatore veloce al punto di correre i 100 metri in 11 secondi netti, un mediano che non indulge in palleggi morbidi e troppi dribbling, mirando sempre al sodo. Corre per sè e per la squadra, è generoso, spietato in marcatura e attaccatissimo alla maglia. Un resoconto dell'epoca lo descrive così: "Fiumano dal temperamento roccioso e duro, aveva il volto segnato da tratti somatici quasi orientali. E certo simile a un mongolo infuriato poteva apparire all'avversario che se lo vedeva mulinare attorno con caparbia frenesia". Frossi, il primo calciatore con gli occhiali, sottoscriverebbe: fu lui a togliergli le lenti e a calpestarle, durante un match Juve-Ambrosiana particolarmente caldo. MEDIANO; nato a Fiume (Croazia) il 26.12.05; gioca nella Juve dal 1927 al 1942 (15 stagioni) totalizzando 402 presenze e 18 reti. Titoli: 7. Gioca 1 partita in azzurro nel '35. Giovanni VARGLIEN per fedeltà ai colori bianconeri batte il fratello di dieci presenze (412 a 402): basterebbero queste cifre per dimostrare l'apporto dei due Varglien alla Juventus del "Quinquennio d'oro" e non solo. Più giovane di sei anni del fratello Mario, lo raggiunge alla Juve appena diciottenne e diventa con lui una colonna di quella poderosa squadra, capace di vincere 5 Scudetti consecutivi. Eclettico, è capace di ricoprire in maniera efficace vari ruoli, giocando da terzino e mediano oppure proiettandosi in attacco con buoni risultati. Rispetto al robusto (e falloso) parente, "Nini" è più alto, elegante e possiede un miglior tasso tecnico: non a caso gioca spesso anche mezzala, pur non disdegnando di ricorrere, quando occorre, alle maniere forti. Indossa la maglia bianconera per ben 17 stagioni, prima di lasciare a 36 anni e disputare un'ultima stagione nel Palermo: si tratta di un record assoluto. La sua scheda >>> |
Giovanni VARGLIEN: JOLLY; nato a Fiume (Croazia) il 16.05.11; con la Juve: 2 anni in azzurro; Record: più stagioni trascorse in bianconero (17) |
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Gianluca ZAMBROTTA ... |
ALA DESTRA POI TERZINO SINISTRO; nato a Como il 19.02.77; con la Juve: 7 anni in azzurro [Campione del Mondo 2006] |
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